"Io sogno un mondo in cui si possa far sì che gli animali da allevamento diventino animali di compagnia -ha dichiarato la giornalista Marinella Correggia- non più animali da affettare ma animali da affezione. Questo è meno strano di quanto sembri: in provincia di Treviso gli asini sono già utilizzati per pulire il sottobosco sugli argini dei fiumi. I vegetariani, inoltre, devono poter incidere anche sulla PAC, la politica agricola comunitaria dell'Unione Europea. Se non ci fossero più le sovvenzioni europee alla zootecnia, e si contabilizzasse il costo ecologico degli allevamenti, ci renderemmo conto dei veri costi del consumo di carne e inevitabilmente se ne consumerebbe di meno".
Il dibattito sulla sostenibilità alimentare è stato animato anche da Tina Fox, presidente dell'IVU (International Vegetarian Union). "Le alluvioni non nascono dal nulla, ma sono strettamente collegate alle nostre abitudini alimentari -ha dichiarato la Fox-. Negli anni '60 in Inghilterra c'erano 8 milioni di pecore, e oggi ce ne sono 35. Tutto questo ha delle conseguenze molto serie: l'aumento degli allevamenti riduce le aree verdi, e quindi l'acqua piovana viene assorbita con più difficoltà dal terreno, aumentando i rischi di alluvioni".
Nell'approfondire il dibattito sui consumi alimentari, RobertoPinton, direttore del sito Greenplanet.net, ha ricordato che si può essere responsabili della morte degli animali anche mangiando verdura: "da vegetariano ritengo che l'utilizzo di prodotti biologici sia una scelta obbligata -ha dichiarato Pinton-, perché le tecniche di coltivazione 'convenzionale' hanno portato, e continuano a portare, alla sparizione di molte specie animali a causa dei prodotti inquinanti utilizzati".
Tra i partecipanti alla tavola rotonda anche il filosofo Luciano Valle, secondo il quale "il vegetarismo si pone come la forma più consapevole dei vari percorsi di etica ambientale. Il mondo e la natura possono esserci maestri, ricordandoci che l'uomo è corpo, anima, mente e spirito, e che se non viviamo fino in fondo tutte e quattro queste dimensioni non esprimiamo fino in fondo la nostra umanità".

